venerdì 1 febbraio 2013

FaLlo anche tu "Il viaggio della speranza!!"


Stamattina, la sveglia è suonata puntuale come al solito, ed in modo dittatoriale mi ha intimato di alzare la faccia nobile dal materasso e iniziare la giornata. Come al solito, avevo già organizzato la sera prima il programma dettagliato dell'indomani, pensa un po' che a volte prendo persino appunti.
Non si sa mai qualche vuoto di memoria
" Ma quanti anni hai? tuonò una voce nella mia testa
"Tanti quanto bastano. Ho cosi tante cose per la testa che a stento ricordo il mio nome" risposi io.
Mi alzai, apriì la finestra ed un sole abbagliante irradiò tutta la stanza svegliando il mio coinquilino. Mi accorsi di avere anch'io un'ombra.
Lei se ne stava lì, immobile, distesa, sembrava che non avesse nemmeno voglia di stare là.
"Cioè, cerchi la compagnia di un ombra, trovati una ragazza sfigato!!!"
"Scagli la prima pietra chi non mai contemplato la propria ombra o almeno giocato con essa, cercando prolungamenti dei propri "arti". Tutti gli arti, buon intenditore, poche parole."
Va bè basta con queste futili digressioni, anche se siete ancora in tempo di lasciar perdere la continuazione.
Dopo la colazione e la rassegna stampa quotidiana, m'incamminai con largo anticipo verso la stazione.
Il treno giocattolo era lì, mi aspettava impaziente. Feci il biglietto ed entrai per accomodarmi su quella specie di sedili.
Ragazzi credetemi, è il treno più brutto che abbia mai visto. Eppure nella mia breve vita il treno è stato il mio mezzo di trasporto per eccellenza, un amico puntuale e fidato. Scarsissimo igiene e fatiscienza regnano sovrane. Ogni qual volta le porte cigolanti si aprivano, un fiume di gente si riversava dentro. Chi con la busta della spesa chi con un semplice zainetto, ma tutti malinconicamente cercavano posto sul locomotore che gli avrebbe portati a casa. Se nella società moderna il multiculturalismo può essere dichiarato fallito, su questo treno è ancora in sperimentazione. Il suo dondolio malinconico mi causò i primi sintomi di un ritorno nelle braccia di Morfeo. (N.B.: Per Ivan; non il calciatore ex Parma)
Ma era difficile addormentarsi a causa dei numerosi starnuti che mi provocano i tremendi acari appulo-lucani.
Presi una penna e la mia fida agendina e cercai di intrattenermi per fa trascorrere il tempo.
Ad un certo punto un giovane vecchietto si avvicinò a me con aria..
si accomodò vicino a me e inizio a parlare:
"We u giò, me l ada vdè comm funzion stu cos?? (Trad.: Puoi gentilmente illustrarmi le varie funzioni di questo apparecchio adibito alla comunicazione??)
..mi dica risposi io divertito dal suo strano accento.. Devo mandare un messaggio a questo numero, solo che non sono capace, come devo fare?? mi domandò impazientemente di sapere come il diabolico oggetto doveva essere utilizzato per assoggettarlo al proprio potere.
Mentre gli illustravo cosa doveva fare, mi guardava attonito, quasi pendesse dalle mie labbra.
Ecco fatto. Si stava meglio quando si stava peggio tuonò l'arzillo ex giovanotto, tutte ste tecnologie... "Feisbuuku" e "Quill cos ca s mittn andjj rijjkkjj"
Grazie mi rispose.
"JJ grazjj i fan i sand" risposi sottovoce e in modo un po' stizzito.
Diversi meravigliosi paesaggi scorrevano come cartoline sia alla mia destra che alla mia sinistra.
"Ma sei sicuro di non aver sbagliato treno??? No, però senza scherzare, i paesaggi richiamavano in me la canzone di Caparezza "Vieni a Ballare in Puglia... Eravamo come una torre di Babele su rotaie che in modo malinconico andava avvicinandosi alla meta.
L'unico aspetto positivo di questo treno?
Ti assicuri un tour turistico in uno strappo dell'Alta Murgia.

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